World Environment Day: come ridurre l’impronta di carbonio del tuo e-commerce

Il 5 Giugno sarà la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu celebrata per la prima volta nel 1974 e da allora è diventata una ricorrenza importante ed una piattaforma mondiale per sensibilizzare in merito al cambiamento climatico e ai problemi ambientali. Non a caso lo slogan della prima celebrazione … Continued

Consigli per il tuo Business

Il 5 Giugno sarà la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Fu celebrata per la prima volta nel 1974 e da allora è diventata una ricorrenza importante ed una piattaforma mondiale per sensibilizzare in merito al cambiamento climatico e ai problemi ambientali. Non a caso lo slogan della prima celebrazione fu “Only One Earth”: abbiamo solo una Terra.

Uno dei temi più caldi in merito al problema ambientale è senza dubbio quello del carbon footprint, ossia l’impronta di carbonio che consumiamo. Dal punto di vista delle aziende, ogni fase della produzione e non solo il trasporto è inclusa ed ha un peso importante nell’ impronta di carbonio complessiva.

Gli e-commerce, ad esempio, sono stati spesso considerati “negativi” rispetto al commercio tradizionale in merito alla riduzione dell’impatto ambientale. In realtà, molto dipende non solo dal tipo di consegna (se rapido o standard), ma anche dai mezzi di produzione utilizzati, dal trasporto, dalla vicinanza dei magazzini al cliente finale. Dunque sono molti i fattori che influenzano le emissioni di CO2 di un e-commerce.

Scopriamo quindi come creare un e-commerce sostenibile che possa aiutare a ridurre l’impronta di carbonio.

Le emissioni di CO2 di un ecommerce

Le emissioni di CO2 sono un argomento chiave per le aziende ed in particolare per lo shopping online. L’Unione Europea a tal proposito ha posto come obiettivo vincolante quello di ridurre le emissioni di CO2 del 60% entro il 2040. Oltre all’impronta carbonica, un argomento cruciale per l’ambiente è quello della neutralità climatica o carbon neutrality. Con questo termine si indica il raggiungimento di emissioni nette di CO2 inferiori o uguali a zero. L’Unione Europea in questo caso si è prefissata come limite temporale il 2050. 

Le emissioni si dividono in varie categorie:

  • Le emissioni dirette: sono quelle che riguardano le fasi dirette di produzione ed elementi come mezzi di trasporto, tipo di carburante utilizzato, tipi di veicoli per le consegne.
  • Le emissioni indirette: si riferiscono ad esempio ai consumi energetici, alla quantità di elettricità che è servita per la produzione, alle emissioni di gas serra generati etc.
  • Le emissioni indirette che riguardano i produttori: queste emissioni impattano l’azienda ma dipendono da azioni esterne. Sono incluse in questa categoria lo smaltimento dei rifiuti, gli spostamenti dei dipendenti, distribuzione delle merci, investimenti etc.

La digitalizzazione aiuta l’impronta di carbonio?

I consumatori cercano sempre più brand attenti alla riduzione dell’impatto ambientale dei propri prodotti o che annoverano la sostenibilità tra i valori portanti della propria attività. Questo riguarda non solo la richiesta di packaging riciclabile ma anche riduzione dell’impronta di carbonio e maggiore utilizzo di prodotti di seconda mano o dell’usato.

La scelta di affidarsi a brand attenti all’aspetto ambientale ha un forte impatto non solo sulle scelte d’acquisto ma anche sulla fidelizzazione del cliente.

La riduzione di residui generati da plastica o carta è uno dei problemi principali che le imprese affrontano in termini di efficienza e sostenibilità. Uno dei grandi vantaggi della digitalizzazione è quello di aver potuto eliminare o almeno ridurre l’uso fisico della carta. La conservazione dei dati ed informazioni avviene ormai quasi completamente online, nella nube, e anche le distanze fisiche tra clienti e consumatori finali sono superate attraverso strumenti digitali.

Anche se in modo ridotto, però, anche il digitale consuma grosse quantità di CO2. Ma i modi per ridurre l’impatto dei vari aspetti di cui si compone un e-commerce esistono.

Ci sono infatti aziende che offrono servizi di hosting dei siti web che rispettano l’ambiente, che utilizzano al 100% energie pulite, che cercano di ridurre al minimo le emissioni di CO2, che usano packaging sostenibile. 

Dunque, è possibile dar vita ad un e-commerce sostenibile? La risposta è si. Ed ora ti spieghiamo come. 

Come migliorare l’impatto ambientale degli e-commerce 

Come possono dunque le imprese del settore e-commerce contribuire a politiche più sostenibili e soprattutto alla riduzione dell’impronta carbonica?

  • Trasparenza e social responsibility

Per un brand è importante curare la propria policy in merito alla responsabilità sociale e dunque ambientale. Un aspetto a cui i consumatori fanno sempre più attenzione.  Secondo l’ultimo studio di Packlink, infatti, il 92,29% degli Italiani effettua scelte di acquisto considerando la potenziale riduzione dell’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio. Un consiglio utile dunque è quello di rendere disponibili sul proprio sito tutte le info in merito alle politiche aziendali in tema di sostenibilità, pubblicando anche periodicamente dei report sull’argomento.

  • L’origine delle materie prime e strategia local

L’origine delle materie prime e la loro scelta è una fase iniziale fondamentale per poter avere un reale controllo sulla produzione. Il controllo dell’origine delle materie prime può infatti avere un impatto considerevole anche sulla strategia di localizzazione delle stesse, non solo sulla qualità. Un approccio più local infatti dal punto di vista ambientale taglia la distanza tra la  produzione ed il consumatore finale e dunque ridurrebbe l’impronta di carbonio.

Il suo punto di forza risiede in una capillare rete di magazzini a livello locale, i cosiddetti dark store, in aree limitrofe a quelle d’acquisto. La consegna dei prodotti avviene dunque in tempi rapidi per la vicinanza ai magazzini logistici. Questo diventa dunque un incentivo anche per le piccole attività locali a partecipare a questo processo. La piccola libreria, il ristorante all’angolo di casa, o il negozio di telefonia diventano ora parte attiva del processo.

  • Imballaggio e packaging sostenibile

Il packaging è un elemento fondamentale per il settore dell’e-commerce, e soprattutto le nuove generazioni sono quelle più attente alla sostenibilità dell’imballaggio di un prodotto. Secondo l’ultimo studio di Packlink, il 45,7% è disposto a pagare un sovrapprezzo fino al 10% per packaging sostenibile, in particolare le fasce d’età tra i 31 e i 35 anni (56%).  

È importante dunque che gli e-commerce pensino a politiche di packaging in linea con gli standard di sostenibilità. Ad esempio, usare il cartone invece della plastica, prediligere materiali riciclati, stoffe in cotone invece di materiale sintetico, uso del compost etc 

  • Abbigliamento sostenibile

L’abbigliamento è il settore che insieme alla tecnologia è in cima alle classifiche di prodotti più venduti nell’ambito e-commerce (57,95%)

La tendenza però, soprattutto tra le giovani generazioni, è il consumo della cosiddetta fast fashion. Quest’ultima comprende prodotti a prezzi altamente competitivi che però non tengono in considerazione standard come diritti dei lavoratori, qualità delle materie prime ecc.

Al contrario, è importante rivolgersi a brand che rispettino gli standard ambientali. Nel settore dell’abbigliamento si promuove infatti sempre più una moda sostenibile. Uso di materiali riciclati, standard etici in merito ai diritti dei lavoratori, mezzi di trasporto sostenibili etc.

  • Utilizzare energie rinnovabili

Un aspetto fondamentale anche per gli e-commerce riguarda l’uso di fonti di energia alternative per la produzione dei prodotti. Le energie rinnovabili, specialmente in seguito alla grave crisi energetica che stiamo sperimentando, stanno diventando il nuovo trend del settore. QUI un approfondimento in merito.

  • Riuso e riciclo

Il nostro modello di consumo e produzione è sempre più orientato verso l’economia circolare, che punta ad essere il grande fenomeno dei consumi dei prossimi anni. Il settore tessile è uno dei più coinvolti e ci sono sempre più opzioni per dare una seconda vita ai capi. Da un modello di consumo veloce e intensivo si passerà quindi ad un modello di riutilizzo del prodotto.

La sostenibilità è un aspetto a cui i consumatori e le nuove generazioni danno sempre più importanza. Uno degli obiettivi primari è quello di ridurre l’impronta di carbonio delle aziende, anche nel settore del commercio online.

Questo significa migliorare l’impronta ecologica con una riduzione dell’impatto ambientale, attraverso l’uso di packaging riciclato, di mezzi di trasporto green, di modelli di economia circolare, e politiche di riuso e riciclo. Le abitudini dei consumatori e delle imprese non possono più ignorare queste pratiche di sostenibilità, che non riguardano più il futuro, bensì ormai il nostro presente.